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PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “TRICHIANA PAESE DEL LIBRO”

di Stefano Cesa
Sindaco del comune di Borgo Valbelluna

Era il 29 giugno 1991 quando si svolse la prima edizione del premio letterario nazionale “Trichiana Paese del Libro” e quest’anno il 5 settembre 2020 ne festeggeremo il XXX anniversario.

L’Amministrazione del nuovo comune di Borgo Valbelluna accoglie con favore questa interessante iniziativa, ereditata dall’estinto comune di Trichiana, e intende valorizzarla e promuoverla, anche fuori dai propri confini, come una delle “perle” del proprio territorio.

Per impreziosire questa ricorrenza abbiamo deciso di festeggiare con chi si occupa di parole, di scrittura e di libri per professione. Cominciamo con Tiziano Scarpa, scrittore veneziano, vincitore del Premio Strega 2009, che ha accettato il nostro invito a scrivere il testo di presentazione del tema del Premio e ad essere Presidente della Giuria.

Tutti ricorderemo quest’edizione anche per la grave epidemia che stiamo vivendo, nella speranza che, quando tutto sarà finito, la coscienza e la tangibilità della morte, ma anche il miracolo della vita, potranno scuotere gli uomini e le donne e farli riflettere su quali sono le cose veramente preziose per definire le nuove priorità del futuro.

Nel frattempo in questo periodo di obbligato isolamento ognuno potrà scegliere cosa fare: ci sarà chi continuerà con le proprie abitudini, chi rimarrà inchiodato davanti alla televisione, chi pregherà, ma ci sarà anche chi si metterà a scrivere perché come spiega bene David Grossman sulle pagine de “La Repubblica” del 20 marzo 2020 «il ricorso all’immaginazione nell’attuale baratro di disperazione e di paura ha una forza tutta sua. Ci permette di vedere non solo scenari catastrofici ma di mantenere una certa libertà mentale. In tempi facili alla paralisi è una specie di àncora che, dal baratro della disperazione in cui ci troviamo, lanciamo verso il futuro, trascinandoci poi verso di essa. La capacità di immaginare tempi migliori significa che non abbiamo ancora lasciato che l’epidemia e la paura prendano il sopravvento su di noi».

A tutti gli scrittori buon lavoro!